L’importanza del medico competente del lavoro per la salute dell’impresa

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medico competente del lavoro
Medico competente del lavoro

Il medico competente del lavoro è una figura poco nota ai più, ma di fondamentale importanza per la vita di un’impresa. Il suo contributo non è solo utile, e capace di garantire adeguati standard di sicurezza, ma spesso è anche obbligatorio. Il legislatore ha infatti disciplinato la sua attività circa dieci anni fa, nel tentativo di migliorare le condizioni dei dipendenti e scongiurare il rischio di infortuni sul lavoro. 

Facciamo dunque luce sulla figura del medico competente del lavoro, descrivendo i suoi compiti e gli obiettivi della sua attività.

La figura del medico competente del lavoro

Il medico competente del lavoro è un medico che supporta il datore di lavoro in determinate attività, volte a garantire la sicurezza e il rispetto della normativa sulla sicurezza.

Dal punto di vista professionale, il medico del lavoro è specializzato in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori. Inoltre, è iscritto all’albo nazionale dei medici competenti.

E’ sempre necessario nominare un medico competente del lavoro? Cosa stabilisce la normativa in  merito all’obbligatorietà?

Va detto che, su questo punto, il legislatore non ha esercitato la massima chiarezza possibile. Si evince, comunque, che la nomina di questo professionista è obbligatorio per quelle attività che mettono potenzialmente a rischio i propri dipendenti. 

Se si guarda alle condizioni che fanno scattare l’obbligo, si intuisce anche che sono ben poche le imprese esonerate dall’obbligo. 

Tali condizioni integrano, per esempio, la presenza di:

  • Attività che comportano la movimentazione manuale di carichi;
  • Addetti al videoterminale che esercitano per almeno 20 ore alla settimana;
  • Attività che comportano l’esposizione ad agenti fisici, chimici, biologici;
  • Attività notturne;
  • Lavori in ambienti confinati;
  • Lavori su impianti elettrici;
  • Attività svolte in altezza;
  • Attività che comportano posture incongrue o poco naturali;
  • Lavoro nei cassoni ad aria compressa.

La questione della sicurezza del lavoro assume un’importanza notevole sia dal punto di vista etico che da quello amministrativo. Le sanzioni, per chi non rispetta le normativa, sono salatissime e possono cagionare un danno pesante – spesso irreversibile – per l’impresa.

Nondimeno, è una questione non sempre facile da dipanare. D’altronde, la ricerca di un buon medico del lavoro ha poco a che vedere con la ricerca di un buon medico di base, attività – quest’ultima – che suona familiare ai più.

Il consiglio è di elevare la trasparenza a criterio principale. Il medico del lavoro opera di concerto con il datore di lavoro, dunque è bene nominarne uno che sia dotato di una certa capacità di dialogo, oltre che dell’esperienza e dei titoli necessari. 

Alcuni professionisti mostrano questa attitudine fin dall’inizio, e anzi ne fanno il pilastro dell’esercizio professionale. Un esempio è dato da quei medici che oltre a proporsi, descrivono le loro attività e offrono un supporto informativo prima ancora che tecnico.

Nell’area di Padova e Vicenza, in particolare, a utilizzare questo approccio è il Dott. Schiavo. Il sito di questo medico del lavoro non si limita a fungere da classico biglietto da visita, ma informa il datore di lavoro circa l’importanza della figura in questione, le sue attività e il suo ruolo all’interno di una impresa.

Sullo sfondo, una esperienza quasi ventennale nel campo della medicina in generale, e più che decennale per quanto concerne l’esercizio della professione di medico competente del lavoro.

Cosa fa nel concreto il medico del lavoro

Nello specifico, qual è il ruolo del medico del lavoro? Come agisce all’interno dell’azienda? Ebbene, il legislatore ha disciplinato le sue attività, o per meglio dire ha stabilito i suoi compiti. Ecco una lista di quelli che vengono svolti con maggiore frequenza.

  • Ispezioni degli ambienti lavorativi. Lo scopo è valutare le zone fisicamente di rischio e dare un primo quadro circa i pericoli che corrono i dipendenti.
  • Stima del pericolo potenziale. L’attività, in questo specifico caso, riguarda quelle mansioni e quei contesti che prevedono l’uso di agenti chimici e biologici.
  • Redazione del DVR. L’acronimo sta per Documento Valutazione Rischi, ed è il frutto degli elementi raccolti nelle attività appena descritte. Il datore di lavoro è obbligato per legge a far redigere e presentare il DVR.
  • Accertamenti pre-assuntivi. E’ un’attività che ricade nella categoria “sorveglianza sanitaria”. Nello specifico, il medico verifica che il lavoratore sia idoneo (dal punto di vista psico-fisico) alle mansioni e alle attività cui è assegnato.
  • Accertamenti ciclici. Anche in questa fattispecie parliamo di sorveglianza sanitaria. Il medico del lavoro, infatti, non si limita a certificare l’idoneità “iniziale”, ma ne verifica la sussistenza in maniera periodica. Sussistenza che può venire meno a causa di fattori esterni (malattie contratte al di fuori del luogo di lavoro) piuttosto che a causa dello stesso esercizio professionale, nel caso in cui fosse particolarmente usurante.
  • Aggiornamento al datore di lavoro. Il medico del lavoro è tenuto a informare il datore di lavoro sullo stato di salute dei dipendenti, e di farlo con una certa regolarità.
  • Organizzazione ed esecuzione di programmi formativi. Tali programmi sono rivolti ai dipendenti e hanno lo scopo di fornire loro nozioni fondamentali di sicurezza e di primo soccorso.
  • Redazione e conservazione delle informazioni cliniche. Il medico del lavoro deve istituire le cartelle cliniche relative a ciascun dipendente.

Le sanzioni per il datore di lavoro

Ignorare le norme circa la sicurezza è per un datore di lavoro un rischio sia sotto il profilo etico che sotto il profilo della conduzione d’impresa.

Il legislatore, infatti, ha predisposto severe punizione per chi disattende ai suoi obblighi. Per approfondire, retrergimandiamo al Testo Unico sulla Salute e sulla Sicurezza, formalmente noto come Decreto Legislativo n. 81/2008.

Per quanto concerne le sanzioni parliamo, nella migliore delle ipotesi, di multe pari a migliaia di euro. Nella peggiore delle ipotesi è prevista addirittura la reclusione.

Se il datore di lavoro non redige il DVR, rischia una multa che va da 822 euro a 4.384 euro. A questa si può associare (o può essere sostituita da) una pena detentiva, che va dai 2 ai 4 mesi. 

Anche la semplice non conformità del DVR può costare cara. Nello specifico, una multa dai 1.096 euro ai 4.384 euro. 

Inoltre, la non ottemperanza degli obblighi di formazione del personale può portare a una multa che va da 1.315,20 a 5.699,20 euro o a una pena detentiva di 2-4 mesi.

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