Non è facile capire quando una persona ha la sindrome di Asperger. La diagnosi può essere piuttosto complicata considerando le sfumature che vi sono per quanto riguarda i sintomi di questa sindrome, che rientra nello spettro autistico.

I medici classificano la sindrome di Asperger come un disturbo che ha come caratteristiche principali la difficoltà a socializzare e comunicare. Molte persone si accorgono solo in tarda età di soffrirne, perché apparentemente non vi è niente che non va. Alcune persone conducono una vita perfettamente normale, si sposano, hanno ottimi lavori (pensate che grandi personalità come Einstein sembra che ne soffrissero) e diversi amici. Tuttavia all’interno vi è un malessere, una difficoltà alla socializzazione che viene solo superficialmente mascherata ma che crea diversi disagi nell’individuo.

I sintomi della sondrome di Asperger

Fino ai 5 anni non è possibile fare una diagnosi accurata. Tuttavia vi sono alcuni sintomi che dovrebbero mettere in allarme il genitore attento. E’ un disturbo pervasivo, che porta a problemi dal punto di vista comunicativo e sociale.

  • Comunicazione non verbale errata: contatto visivo assente, mimica facciale scarsa, posizioni del corpo inusuali.
  • Ripetitivo: quando parla può arrivare a ripetere più volte lo stesso concetto. Non si rende conto quando l’altra persona è annoiata o cerca di cambiare argomento.
  • Ossessione verso qualcosa: solitamente si tratta di un hobby, il quale alcune volte può coincidere con il lavoro. In questo caso la persona difficilmente riuscirà a provare interesse per qualcos’altro.
  • Scarsa empatia: non riesce a mettersi in contatto emotivo con il prossimo.

La sindrome di Asperger però non porta alcun ritardo nello sviluppo o nella padronanza linguistica. La difficoltà a mantenere in piedi una conversazione esiste solo per il sentirsi continuamente fuori contesto, è un disagio sociale e non culturale. Il bambino può dimostrare di non essere molto interessato a fare amicizia, non è predisposto all’attività motoria e non ama entrare in competizione. Durante l’infanzia il bambino è iperattivo, crescendo può soffrire di depressione e stati d’ansia.

 

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