Ipocondria

Con il nome di sindrome del malato immaginario si identifica un disagio psicologico che colpisce il cervello ma manifesta i suoi sintomi in tutto il corpo.
Sebbene il nome di questa condizione possa strappare qualche sorriso, la sindrome del malato immaginario può rappresentare una vera e propria maledizione per chi ne è vittima.

Il soggetto con la sindrome del malato immaginario tende ad avvertire sintomi di terribili patologie pur non essendo realmente presente una causa organica.
Un sintomo classico è il forte dolore al petto, possibilmente nel lato sinistro e che si propaga lungo l’arto: si, avete capito bene, è il più classico sintomo dell’infarto miocardico che però – nei casi reali di infarto miocardico – si accompagna a condizioni differenti e soprattutto lascia poco spazio a fraintendimenti.

L’ipocondriaco si convincerà pertanto di avere un infarto in corso e si recherà al pronto soccorso o da uno specialista per tutti i controlli di rito. Anche quando l’esito delle analisi sarà negativo, egli si tranquillizzerà per qualche mese ma i sintomi immaginari torneranno perché saranno l’ansia e lo stress a determinarli. L’ansia si manifesta inoltre con forte dispnea, che può essere scambiata per un disagio ai polmoni o per qualche altra grave malattia respiratoria e cardiaca, costituendo ulteriore fonte di preoccupazione.

L’ipocondriaco ha inoltre l’istinto di estremizzare ogni sintomo più banale. Un banale attacco di colite può trasformarsi in un tumore al colon, una febbre è l’esordio di un virus incurabile, il mal di testa un ictus. Nei casi più gravi questi dolori non esistono neppure ed è il cervello stesso ad infliggerli al corpo.

Chiaramente quando si accusano sintomi in zone del corpo così delicate è sempre prudente eseguire dei controlli. Ma se questo diventa un’abitudine, il rischio è di scivolare in stati d’ansia che generano dei problemi  perfino maggiori nel lungo periodo.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO