Ipertrofia prostatica benigna: cos’è e come rimediare senza farmaci

Oggi parleremo di un disturbo piuttosto diffuso nell’uomo, a carico dell’apparato genitale maschile e nello specifico della ghiandola prostatica. Forse non sai che milioni di soggetti nel mondo sono colpiti dall’ipertrofia prostatica benigna, una “patologia” che superati i 50 anni può arrecare alcuni disturbi sia di carattere relativo alla minzione e sia a quello della sfera sessuale, anche se in quest’ultimo caso non ci sono evidenze scientifiche che confermino la relazione tra disfunzione erettile e IPB. Ma di cosa si tratta?

L’ipertrofia prostatica benigna, ma più correttamente l’iperplasia prostatica benigna o IPB, è l’ingrossamento abnormale della ghiandola prostatica o prostata, causato dall’eccessiva conversione del testosterone, principale ormone maschile androgenico anabolico, in diidrotestosterone, altro ormone ma molto più potente del primo. Poichè queste due sostanze, e nella fattispecie di più la seconda, hanno la proprietà di accrescere i tessuti, all’eccessivo accumularsi dell’DHT, questo è l’acronimo per indicare il diidrotestosterone, i tessuti crescono troppo e si sviluppa il problema.

Ipertrofia prostatica benigna: come riconoscerla, prevenirla e curarla

Andiamo ora a vedere come fare per capire prima di tutto se soffriamo di questa “patologia”; ovvio che in caso di dubbi la prima cosa da fare è quella di rivolgersi al medico di fiducia, ma ancora prima, e per evitare di perdere tempo e denaro, possiamo cercare di capire se ne il problema è reale o fittizio. Dunque questi sono i principali sintomi:

  • difficoltà nella minzione;
  • sforzo eccessivo per causare il flusso urinario;
  • flusso di minzione intermittente;
  • bruciore dell’apparato urinario;
  • bisogno frequente di urinare;
  • sensazione di non completo svuotamento della vescica.

Questi sono i principali sintomi che caratterizzano questo problema, mentre gli eventuali effetti, sopratutto se si trascura il problema, possono andare dalla semplice difficoltà ad urinare, fino ad infezioni derivate dal fatto che la vescica non riesce ad essere svuotata completamente.

Modifiche comportamentali e rimedi naturali per l’IPB

La dieta e lo stile di vita giocano un ruolo fondamentale nelle prevenzione e nella risoluzione di questo problema, se per esempio già si soffre di IPB, allora sarà una buona idea variare la dieta e la routine quotidiana nel seguente modo:

  • alimentarsi sopratutto con frutta e verdura fresca evitando di sovraccaricare l’organismo con proteine animali di carne e pesce;
    bere almeno due litri di acqua al giorno per tenere diluite le urine e ridurre la possibilità di infezione;
  • evitare attività sportive che possano stressare il perineo, come il ciclismo o l’equitazione, o comunque tutti quei sport in cui si cavalca qualcosa per un periodo di tempo prolungato.

Infine per quanto riguarda i rimedi naturali per l’IPB, sono molte le strade percorribili, dalle semplici vitamine e minerali come zinco, selenio e vitamina E, fino ad estratti vegetali come il Saw Palmetto che inibisce la 5-alfa-reduttasi cioè un enzima che provoca la conversione del testosterone in DHT, o l’uva ursina o ancora il licopene e la radice di ortica, ma ve ne sono molti altri.

In ogni caso tutto quanto detto sopra va preso solo come semplice indicazione accademica, in quanto, come già detto prima, nel caso in cui si pensi di avere problematiche relative a questa ghiandola, la prima cosa da fare è di rivolgersi al medico che deciderà se trattare con semplici modifiche comportamentali, se prescrivere un integratore alimentare per la prostata, o ancora se richiedere esami specifici per scongiurare problemi più seri.