Tetano

Il tetano è una malattia causata dal batterio Clostridium tetani. Questo microorganismo produce una tossina che provoca il tetano. Il suo habitat naturale è il suolo ma si adatta molto bene all’intestino degli animali incluso l’uomo.
Si insinua nei tessuti attraverso tagli profondi o ferite e più raramente anche a seguito di interventi chirurgici eseguiti non correttamente.

Una volta entrata nell’organismo, la tossina si diffonde per mezzo delle fibre nervose, tramite il sangue o per via linfatica, fino all’encefalo e il midollo spinale, determinando la malattia nella sua forma più conosciuta. I sintomi cominciano con forti spasmi muscolari e possono portare al decesso per insufficienza cardiaca o respiratoria.

Il periodo di tempo che intercorre fra il contagio – che avviene esclusivamente mediante ferita – e la manifestazione clinica dei sintomi varia tendenzialmente fra una e tre settimane.

Con il nome di tetano neonatale si fa riferimento all’infezione che colpisce i neonati a causa dei residui del cordone ombelicare.
Il Clostridium Tetani ha una forma a bacchetta di tamburo, con una spora sferica ad una delle estremità.
La tossina che emette è molto potente: una quantità pari a 0,0000001 mg di tossina purificata può rivelarsi letale per un piccolo topo da laboratorio.

La cura contro il tetano è essenzialmente preventiva: in Italia viene somministrato il vaccino dell’antitetanica, suddiviso in tre dosi prima del compimento dei tre anni a cui fa seguito un richiamo intorno ai sei anni. In età adulta, il richiamo del vaccino è consigliato ogni dieci anni.

Anche dopo una ferita sospetta può essere somministrato il vaccino antitetanico, facendo riferimento all’ultimo richiamo eseguito.
Il tetano oggi è perfettamente curabile, ma continua a mietere un pur risicato numero di vittime per la tendenza a sottovalutare le banali ferite, che nell’arco di breve tempo si rivelano infette.

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