Il dolore al seno è un sintomo poco diffuso che non va preso sotto gamba poiché a volte è il campanello di allarme di anomalie potenzialmente gravi del tessuto mammario.
Prima di cominciare a descriverlo, va detto che il tessuto interno della mammella, il cosiddetto parenchima, non è particolarmente sensibile allo stimolo del dolore.
Solamente una distensione del tessuto strutturale della mammella può causare quindi un dolore così fastidioso. Questo spiega perché il tumore alla mammella, anche quando è voluminoso, quasi sempre non annovera fra i suoi sintomi il dolore.

Tuttavia, il tumore sia maligno che benigno, non è l’unica patologia che può interessare la mammella provocando dolore. Spesso anche le infiammazioni nella zona che circonda l’areola mammaria o localizzate al capezzolo possono essere fonte di prurito e dolore.
Questa è una condizione molto comune nelle donne che hanno da poco concluso una gravidanza e iniziano l’allattamento.
In queste condizioni, anche in conseguenza del dolce ma ripetuto trauma della suzione, possono comparire fenomeni come mastiti o fastidiosa ragadi, capaci di scatenare anche un dolore molto intenso.

Il dolore al seno può anche verificarsi durante il periodo del ciclo mestruale.

Quando il dolore al seno si presenta dopo un parto, il problema è relativamente di portata ridotta poiché la donna è già sotto osservazione medica, pertanto sarà lo specialista a suggerire il da farsi. Diverso è il caso in cui il dolore alla mammella insorge improvvisamente senza alcun motivo apparente. In quel caso, soprattutto se il fastidio si irradia verso la spalla, è bene richiedere un consulto medico.

Quando il dolore al seno è causato da ragadi e mastiti il rimedio è sempre uno: l’igiene. Usando particolari creme in commercio è possibile tenere ben pulita la zona anche durante l’allattamento.

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