Sventare i tiri mancini dell’inverno

La morsa del freddo può provocare ferite gravi, cioè la perdita del naso, delle dita dei piedi, delle orecchie, delle dita delle mani e delle guance di chi cammina nelle immensità ghiacciate dell’inverno.

ll gelone costituisce una reazione naturale dell°organismo al freddo. l vasi sanguigni, sforzandosi di mantenere caldi i centri vitali, si restringono e bloccano la circolazione sanguigna negli arti e nelle altre parti esposte all`aria.

Quando i tessuti non sono più irrorati di sangue muoiono. In caso di temperature estreme, anche l”acqua dell”organismo inizia a
gelare. Il gelone può sopraggiungere in meno di un minuto, in particolare se si tiene un utensile metallico o un bastone da sci a mani
nude. Tuttavia il gelone si sviluppa spesso in parecchie ore o in parecchi giorni.

Non trascurare i segnali dall”allarme. La morsa del freddo, prima tappa del gelone, si manifesta attraverso la pelle che è pallida, fredda e dura a livello delle dita dei piedi, delle guance odella punta delle dita delle mani. Si avvertono inoltre formicolii e intorpidimento. È consigliabile non uscire mai a sciare, fare una passeggiata o lavorare senza essere accompagnati da un amico, dal quale si può essere osservati e che awertirà quando è ora di
andare a riscaldarsi.

In caso di freddo intenso, è consigliabile adottare le seguenti precauzioni per diminuire i rischi di gelone.

Proteggersi dal vento

Oltre al freddo, il vento violento e l’umidità sono i due maggiori
responsabili climatici del gelone. ln condizioni atmosferiche ventose, la perdita di calore è 5 volte più veloce di quanto il tempo è
calmo. Con tempo piovoso 0 nevoso, l°organismo si raffredda 25 volte più in fretta di quando il tempo è secco.

Bere molto

Secondo le infermiere di un°unità termale di un ospedale in Alaska, la disidratazione è di gran lunga la prima causa di gelone.

Non compiere sforzi troppo intensi e fare pause regolari.

La stanchezza e la traspirazione aumentano i rischi di gelone, quando si lavora, si gioca e quando si è alla ricerca di un rifugio per proteggersi dal freddo.

Evitare l’alcol e il fumo

L°alcol dà la falsa impressione di avere caldo, anche se il corpo non rabbrividisce. Eppure i brividi sono un modo naturale per produrre calore.
Dall’altro lato, fumare aumenta i rischi di gelone perche’ il fumo provoca un restringimento dei vasi sanguigni situati in superficie.

Massima attenzione quando fa freddo se si è feriti, malati o semplicemente “conciati male”

Persino un semplice raffreddore altera la capacità dell”organismo
di produrre e trattenere il calore. Anche certi farmaci influiscono talvolta sulla circolazione. I rischi di geloni sono particolarmente forti in questi casi:

› Sindrome di Raynaud (disturbo che si manifesta con il restringimento dei vasi sanguigni delle mani e dei piedi provocato dal freddo o dallo stress. Le dita sono pallide, intorpidite o afflitte da formicolii).
› Diabete
› Frattura (recente o di vecchia data)
› Congelamenti precedenti
› Ferite alla testa
› Malattia cardiaca
› Malattia polmonare
› Malattia renale o epatica

Assicurarsi che gli indumenti siano caldi, asciutti e comodi a sufficienza.

Si deve essere liberi nei movimenti. Non dimenticare ne’ il berretto, ne’ la sciarpa. ln effetti, l”80% del calore del corpo fugge attraverso il collo e la testa.

Non cercare di fare “i duri” che non temono il freddo.

I rischi di soffrire di geloni sono maggiori se si è abituati a invernimiti. L°organismo, infatti, non è pronto a sopportare temperature glaciali. Anche le persone abituate al gran freddo possono soffrire di geloni se non adottano alcuna precauzione. Gli eschimesi, ad esempio, hanno la tradizione di esporre le orecchie al freddo per soffrire di morsicature ghiacciate. Queste aumentano la sensibilità al freddo e permettono di evitare meglio i geloni. Bisogna quindi essere fieri se si è sensibili al freddo: significa che si possiede un sistema d`allarme integrato contro le temperature estreme.

LE PRIME CURE IN CASO DI GELONI
ln caso di geloni, l°obiettivo principale è sgelare le dita, i piedi e le orecchie il più presto possibile, nell”acqua tiepida.
Come prima cosa, però, accertarsi che non esistano rischi di nuovi congelamenti. È preferibile camminare su un piede congelato piuttosto che fermarsi e sgelarlo prima di arrivare in un rifugio. In effetti, le probabilità di guarigione dei tessuti congelati, sgelati poi congelati di nuovo, sono molto scarse.
Controllare poi che la persona che presenta congelamenti non soffra di ipotermia (abbassamento notevole della temperatura del
corpo sotto i 35°C, poiché la temperatura normale è di 37°C). Una persona affetta da ipotermia non deve mai essere immersa nell°acqua tiepida. In ogni modo, se è in grado di parlare in modo chiaro e di dare una risposta logica alle domande che le vengono rivolte, è probabile che non soffra di ipotermia. Tuttavia, se il soggetto ha talmente tanto freddo da essere in completa letargia e sul punto di svenire, bisogna awolgerlo in coperte e portarlo immediatamente da un medico. Per riscaldare le parti gelate del corpo si deve procedere con la sequenza delle operazioni riportate sotto:

› lmmergersi in un bagno caldo (la temperatura deve essere compresa tra i 38 e i 41°C). Se possibile, utilizzare un termo-metro per essere certi di non scottare il corpo intorpidito. Poiché le parti che presentano geloni sono particolarmente sensibili alle infezioni, si consiglia di versare una lozione disinfettante nell°acqua del bagno.

› Sgelare le orecchie strofinandole con asciugamani inzuppati in acqua calda e salata.

› Non cercare di riscaldarsi con il calore secco. l fornelli da campeggio, le marmitte di scappamento e il riscaldamento dell°auto rischiano di ustionare la pelle morbida e intorpidita, tanto più che è impossibile stabilire la temperatura dell”aria quando la pelle è gelata.

› La pelle è sgelata quando riprende un colorito roseo o arrossato. Questo indica che il sangue circola di nuovo nelle zone colpite. Risciacquare delicatamente i geloni con acqua pulita, quindi asciugarli tamponandoli con un asciugamano o lasciandoli asciugare all’aria. Ricoprirli senza stringere.

› Qualora si fossero formate, non scoppiare assolutamente le vesciche. Applicare una pomata contro le ustioni (Biaf1ne®,Bepanthèneuì unguento) per aprire le ferite, poi awolgerle inuna garza sterile fissata da una benda, senza stringere.

› Più si beve, più il corpo guarisce in fretta. Evitare il fumo e la caffeina, che provocano il restringimento dei vasi sanguigni, un pericolo che bisogna scongiurare ad ogni costo.

› Assicurarsi di consumare pasti ricchi di proteine, calorie, vitamine e minerali.

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