Coronavirus COVID-19: Cos’è, Come si prende e Cosa fare

0
1233
Coronavirus COVID-19- Cos'è, Come si prende e Cosa fare

Cosa si intende per COVID-19 e cosa sono i CORONAVIRUS

La definizione del Coronavirus la troviamo sul sito internet ufficiale del Ministero della Salute (www.salute.gov.it/nuovocoronavirus), che ci informa innanzitutto sulla differenza tra il nome del virus e la malattia che lo stesso provoca, i quali non devono essere confusi. Per fare chiarezza partiamo proprio dal virus che sta dilagando in questi giorni anche in Italia.

Il suo nome in gergo tecnico è SARS-CoV-2 (già 2019-nCoV), la cui prima identificazione nell’uomo è avvenuta proprio in Cina, nella città di Wuhan, nello scorso mese di dicembre. Si parla di SARS perché secondo i massimi esperti del campo questo virus sarebbe strettamente imparentato con quello che provocò la famosa SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Grave) appena qualche anno fa.

Prima di allora esso era sconosciuto ma erano invece noti altri virus della stessa famiglia, quella per l’appunto dei Coronavirus. Se il SARS-CoV-2 è il virus, quella che tutti noi conosciamo ormai come COVID-19 è invece la malattia che lo stesso è in grado di provocare.

I Coronavirus e le loro caratteristiche

La famiglia dei Coronavirus deve il suo nome al tipo di filamento a forma di corona che ne è la caratteristica. Ne fanno parte molteplici virus, che sono in grado di attaccare sia l’animale che l’uomo, causando in maniera prevalente delle sindromi respiratorie anche piuttosto gravi, come ad esempio la Mers o la Sars, ma attaccando anche il tratto gastrointestinale.

I Coronavirus sono noti al mondo scientifico già dalla metà del secolo scorso, dunque non costituiscono affatto una novità. È invece il SARS-CoV-2 ad essere del tutto nuovo e perciò oggetto di studio da parte degli esperti di tutto il mondo, che alla data odierna stanno lavorando anche alla creazione di un vaccino apposito, che però non sarà pronto prima di 12-18 mesi.

Cosa rischia chi contrae il nuovo Coronavirus?

Il nuovo Coronavirus causa una patologia che, come abbiamo accennato sopra, prende il nome di COVID-19, cioè COronaVIrusDisease. Il 2019 è l’anno in cui lo si è scoperto. Al momento la fonte più attendibile da consultare in merito alla patologia è l’ISS (Istituto Superiore della Sanità). In particolare, sul portale EpiCentro è stata creata un’apposita pagina web dedicata al Coronavirus.

Qui si possono leggere tutti gli approfondimenti del caso e si può studiare la storia di questa famiglia di virus, per comprendere meglio come si sia arrivati al passaggio dall’animale all’uomo (in realtà la fonte del SARS-CoV-2 non è stata ancora identificata dai ricercatori, che sono però al lavoro in questo senso).

Sempre sullo stesso portale è possibile tenersi aggiornati sui contagi e seguire le linee guida che vengono diramate sui comportamenti da tenere per difendersi il più possibile dal virus.

Come si contrae il virus?

La domanda che tutti si pongono in questo momento è quali siano le modalità di diffusione del virus, se lo stesso possa essere trasmesso anche dagli animali domestici e come ci si possa proteggere dal possibile contagio. Ebbene, l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute ci informano sul fatto che per essere contagiati occorre essere entrati in stretto contatto con una persona portatrice del virus.

Sicuramente sappiamo che lo stesso si trasmette da uomo a uomo principalmente attraverso il respiro e la saliva.

Ecco perché occorre prestare attenzione ai luoghi particolarmente affollati dove ci si trova a stretto contatto con molte altre persone. Per evitare errori grossolani in fase di prevenzione, è stato diramato un decalogo ufficiale con tutte le indicazioni del caso su come ciascuno di noi dovrebbe comportarsi.

La prima regola è quella di lavarsi sempre la mani. Se si resta per molte ore fuori casa è opportuno portare con sè un disinfettante oppure trovare il modo di lavare con acqua e sapone, soprattutto se si prendono mezzi pubblici. In ogni caso il Sistema Sanitario Nazionale ha già chiarito il fatto che normalmente le maniglie dell’autobus o della metropolitana non costituiscono fonte di contagio del virus. Se non si ha la possibilità di igienizzare le mani bisogna evitare di portare le stesse alla bocca, agli occhi e al naso.

Allo stesso modo bisogna evitare di toccare gli alimenti. Occorre ricordare che il contagio avviene per contatto diretto con altre persone, dunque è bene non entrare a stretto contatto con persone malate che presentano patologie respiratorie.

Va tuttavia sottolineato il fatto che questo virus può diffondersi non solo per passaggio da una persona malata a una sana, ma anche per il fatto di essere entrati in contatto con una persona portatrice, che da parte sua non ha però mai contratto la malattia (portatore sano). Per questo quando si starnutisce o tossisce si deve prestare attenzione a portare sempre una mano alla bocca.

Così come occorre disinfettare le mani è bene igienizzare allo stesso modo anche le superfici con cui si entra in contatto. Antivirali e antibiotici, infine vanno presi solo se prescritti dal medico. Due punti fondamentali sono stati inoltre chiariti dal Ministero e dall’ISS, cioè il fatto che il virus non viene trasmesso dagli animali domestici e che non occorre temere un possibile contagio da contatto con oggetti provenienti dalla Cina.

Gli studi sul Coronavirus hanno dimostrato finora che lo stesso non è in grado di sopravvivere molto sulle superfici.

Al massimo si parla di alcune ore, anche se gli studi sono ancora in corso di approfondimento. Se gli animali domestici sembrano per ora non essere interessati, in alcuni Paesi del mondo sono stati finora individuati casi di trasmissione del Coronavirus a partire da dromedari e zibetti (piccoli mammiferi).

La materia è comunque ancora in corso di studio e non sappiamo da dove si sia diffuso lo stesso COVID-19 in Cina. Gli esperti ipotizzano però che esso sia venuto proprio dal mondo animale, anche se non si hanno certezze in merito per il momento.

Mediawave Store - GEL Igienizzante per mani BATTERICIDA Soluzione Concentrata 1 LT professionale disinfettante germi e batteri, liquido con antibatterico, deterge a fondo
  • ✔ Igienizzante mani A base di Alcol
  • ✔ Efficace su Virus e Batteri
  • ✔ Formulazione Gel
  • ✔ Facilmente trasportabile
  • ✔ Adatto per l'uso quotidiano Flacone Dispenser da 1 Lt
AMUGEN GEL IGIENIZZANTE MANI 500ml
  • AMUGEN è un gel igienizzante rapido della cute delle mani, già dopo pochi secondi esplica la sua massima efficacia. Contiene principi attivi di origine vegetale con proprietà antibatteriche (LAVANDULA ANGUSTIFOLIA). Igiene delle mani in caso di assenza di acqua. Per ogni situazione quotidiana dove è necessaria e consigliata la pulizia e la sanificazione delle mani. Caratteristiche: SANIFICANTE indicato per la igienizzazione delle mani in assenza d'acqua Spettro d'azione: Antibatterico.
Clinell salviette universali, pacco da 225
  • Vaschetta da 225 salviette universali multiuso per pulire e disinfettare dispositivi medici non invasivi
  • È stato dimostrato che uccidono almeno il 99999% dei germi
  • Efficace a partire da 10 secondi
  • Questa formula rivoluzionaria contiene un mix di diversi biocidi
Clinell Universal Spray - 500 ml
  • Flacone spray disinfettante per una disinfezione di "alto livello "
  • Risponde alle normative europee EN : 1276-12054-13697-13727,14476-1500-14348-14561-14562.
  • Dinfezione di superfici

Come si riconosce il Coronavirus?

I primi sintomi e le possibili complicazioni del COVID-19

Il Coronavirus si presenta con una sintomatologia che è molto simile e confondibile, soprattutto all’inizio con quella di una comune influenza. Si possono rilevare febbre e tosse, oppure anche un semplice mal di gola con raffreddore.

Le complicazioni con il passare dei giorni vanno ad interessare le vie aeree, causando difficoltà respiratorie e nei casi più gravi vere e proprie infezioni, fino alla polmonite.

Le sindromi respiratorie più acute possono manifestarsi in forma così grave da richiedere il ricovero del paziente in terapia intensiva, come è accaduto già per alcuni soggetti anche in Italia.

La conseguenza più grave a cui si può arrivare è l’insufficienza renale e il conseguente decesso, ma si tratta ovviamente da un numero minoritario di casi. Non bisogna infatti generare allarmismi in questo senso perché la statistica ha finora dimostrato che i casi più gravi sono sempre quelli che riguardano persone anziane o che partono già con altre patologie, da considerarsi quindi come soggetti deboli. Il virus, invece, sembra colpire in misura minoritaria i bambini.

Il periodo di incubazione e la quarantena

Il periodo di incubazione del Coronavirus non è ancora noto con esattezza, ma secondo gli esperti non sarebbe superiore a 14 giorni e proprio questa del resto è la durata della quarantena, il periodo entro il quale chi ha avuto contatti con una persona malata o è stata in zone colpite dal virus è opportuno che sia tenuta sotto controllo in isolamento, in attesa di capire se svilupperà o meno i sintomi della malattia.

L’ISS però ribadisce che per essere contagiati di norma occorre aver avuto uno stretto contatto con la persona malata.

Questo significa aver viaggiato in un mezzo pubblico quale il treno o l’aereo a stretto contatto con quella persona (meno di 1 metro e mezzo), oppure essere un suo convivente, aver mangiato o anche solo aver preso un caffè seduti faccia a faccia con la persona in questione, o infine averla assistita. Per questa ragione si considerano possibili soggetti a rischio anche gli operatori sanitari e di laboratori, che sono infatti tenuti a rispettare e mettere in atto determinate misure di prevenzione e controllo secondo le apposite linee guida dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

La prima forma di prevenzione dei contagi parte comunque dalle stesse persone malate, che devono prestare la massima attenzione agli starnuti, coprendosi sempre con le mani o con il gomito e gettando prima possibile il fazzoletto che hanno appena utilizzato, così da evitare che con lo stesso possano entrare in contatto altre persone.

Essi per primi dovranno procedere ovviamente al lavaggio accurato delle mani, che secondo gli esperti deve essere effettuato con acqua e sapone o ancor meglio con apposite soluzioni disinfettanti. In questo caso si raccomanda che la concentrazione alcolica della soluzione sia pari ad almeno il 60% della composizione della soluzione. In ogni caso, il lavaggio delle mani deve durare non meno di 60 secondi, così da assicurare la pulizia completa e l’eliminazione di virus e batteri.

Come tenersi aggiornati sulla diffusione del virus

Sul portale EpiCentro si possono consultare tutti i dati aggiornati circa il numero di contagiati in tutto il mondo. Per quanto riguarda l’Italia, nello specifico, i dati sui nuovi contagi vengono resi noti con apposito bollettino medico giornaliero direttamente dall’Istituto Spallanzani di Roma, il centro di riferimento dove vengono eseguiti i test per identificare i casi di Coronavirus.

I soggetti più a rischio: i malati e le donne in gravidanza

Abbiamo già sottolineato come i soggetti che maggiormente rischiano complicazioni da Coronavirus siano le persone anziane e i malati. Particolare attenzione devono prestare però anche le donne in gravidanza. Secondo le informazioni diramate dall’Istuto Superiore di Sanità, pur non essendo stati identificati rischi particolari per le donne in stato di gravidanza che contraggono il virus, il rischio di aborto pare possa presentarsi.

La febbre alta, inoltre, soprattutto entro i primi tre mesi di gestazione può portare a delle complicazioni, con possibili malformazioni a carico del feto. si esclude invece per ora la possibilità che il bambino nato da madre infetta possa aver contratto il virus durante la gravidanza. Si raccomanda per tali ragioni di prestare la massima attenzione e di seguire normalmente le basilari regole igieniche legate al lavaggio delle mani, oltre che di evitare il contatto con persone potenzialmente malate.

Le misure adottate contro il Coronavirus nei confronti della Cina

I voli diretti dalla Cina sono stati bloccati anche se molto discussa è stata la decisione di continuare comunque a far entrare chi giungeva in Italia mediante scalo. Al contempo ovviamente si è vietato l’arrivo nel nostro Paese di animali così come di prodotti di origine animale. Davvero pochissime sono state finora le eccezioni a riguardo, che prevedono in ogni caso che vengano effettuati specifici controlli. Gli alimenti invece non possono entrare in nessuna forma, neanche se trasportati all’interno dei bagagli dei viaggiatori.

Cosa fare in caso di sintomi sospetti

Valutare se vi sono possibilità di aver contratto il virus

È bene tenere presente che non tutti i casi di febbre, tosse e problemi respiratori debbono essere collegati in un modo o nell’altro al virus proveniente dalla Cina. Non dobbiamo infatti dimenticare che siamo nel periodo di pieno picco influenzale, dunque la raccomandazione è quella di mantenere la calma ed aspettare il miglioramento o la regressione spontanea dei sintomi, a meno che non si abbiano sospetti concreti dovuti alla frequentazione recente con persone provenienti dalla Cina.

A chi rivolgersi se si pensa di avere il Coronavirus

Per le segnalazioni ma anche per le richieste di informazioni in merito al Coronavirus è stato istituito un apposito numero verde del Ministero della Salute, il 1500. In alternativa si può contattare direttamente il 112.

In ogni caso la raccomandazione è sempre quella di non recarsi nè dal proprio medico di base nè al pronto soccorso.

La procedura prevede infatti che venga inviato personale sanitaria direttamente a domicilio affinché possano essere effettuati i controlli del caso. Tutto questo per evitare inutili allarmismi, rischiare il meno possibile che possa diffondersi il contagio e non arrivare a bloccare un’intera struttura per questo tipo di emergenza. Nel caso in cui il personale medico che verrà a domicilio riterrà necessario accertare il possibile contagio, provvederà ad effettuare l’apposito tampone sul paziente.

Questo è infatti l’unico modo per effettuare una diagnosi certa.

Il tampone viene analizzato prima dal laboratorio di riferimento a livello regionale e poi è sottoposto a controllo da parte del laboratorio di riferimento nazionale individuato dall’ISS, che può o meno confermare la diagnosi. In questo modo viene tenuto aggiornato costantemente il contatore dei contagi zona per zona.

La persona malata verrà trasferita immediatamente nelle strutture sanitarie preposte, dove sarà ricoverata in isolamento. Si sono già verificati in Italia casi di guarigione dal Coronavirus per i quali è stata predisposta in via cautelativa la dimissione ma pur sempre in isolamento, anche se in casa.

Se i sintomi non sono preoccupanti, invece, le raccomandazioni sono quelle di attenderne la regressione spontanea, in quanto le possibilità che si tratti di Coronavirus sono davvero remote. Anche le regioni comunque si sono mosse per facilitare la comunicazione delle popolazioni e a tal fine sono stati istituiti appositi numeri verdi nonché pagine facebook dedicate alle quali può rivolgersi non solo chi percepisce sintomi della malattia ma anche chi vuole semplicemente ricevere informazioni approfondite a riguardo.

Tutti i dubbi sull’utilizzo della mascherina per proteggersi dal contagio

Quello sull’opportunità di utilizzare o meno una mascherina per protezione individuale dal contagio è un dubbio che attanaglia un po’ tutti in questi giorni in cui tra l’altro le mascherine nei negozi e nelle farmacie sembrano essere diventate introvabili. Abbiamo detto che il virus si trasmette per le vie respiratorie, ma a quanto pare la mascherina non riesce a prevenire il contagio in situazioni di normalità.

Se gli esperti escludono totalmente che la stessa possa essere utile all’aria aperta, al contempo per quanto riguarda i locali chiusi consigliano di attenersi a determinate limitazioni. I soggetti sani non traggono alcun beneficio dal suo utilizzo, a meno che essi non siano addetti all’assistenza di pazienti malati.

In questo caso infatti la situazione è ben diversa e il dispositivo di protezione individuale si rende assolutamente necessario. Al contempo è bene che lo indossino gli stessi soggetti già contagiati dal virus, per evitare che anche con un semplice starnuto o colpo di tosse essi possano andare a diffondere la malattia. Fondamentali sono in ogni caso le norme igieniche da seguire nell’indossare la mascherina stessa, in assenza delle quali essa perde la sua efficacia. Le mani, è ovvio, entrano in contatto con la mascherina sia quando la si indossa che quando la si toglie.

Per tale ragione esse devono essere sempre disinfettate. Il lavaggio può avvenire con acqua e sapone piuttosto che con appositi gel disinfettanti rigorosamente a base di soluzione alcolica.

Affidarsi alle indicazioni dei medici e non improvvisare con cure fai-da-te

Tra le raccomandazioni del Ministero della Salute vi è quella importantissima di non abusare di antibiotici pensando che gli stessi possano curare il Coronavirus.

Tali medicinali devono essere prescritti esclusivamente dal medico e solo per i casi in cui la loro somministrazione si renda strettamente necessaria. Bisogna ricordare infatti che stiamo parlando di un virus e non di un’infezione batterica. Al momento i sanitari sono in grado di assistere nel migliore dei modi i pazienti che vengono colpiti dal COVID-19, tanto che la maggior parte di essi in tempi brevi riesce a guarire. Si vanno a curare nello specifico le patologie respiratorie che ne sono diretta conseguenza, ma non il virus in sè, per il quale una cura specifica non è purtroppo ancora disponibile.

Le raccomandazioni per il contenimento del virus

Cosa fare e come comportarsi

Contenere la diffusione del Coronavirus è al momento fondamentale per far sì che lo stesso resti prevalentemente confinato all’interno delle aree circoscritte nelle quali sono stati identificati il maggior numero di casi.

Basilare è la comunicazione tra cittadini e ASL locale per quanto riguarda le possibili segnalazioni di rischio. In questo senso intendiamo tutte le comunicazioni relative ad eventuali contatti che una persona può aver avuto con soggetti provenienti dalla Cina, di ritorno da un viaggio non solo in quelle zone ma anche da una delle altre zone rosse che sono state finora individuate.

La comunicazione da parte del cittadino va fatta al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente e si provvederà dunque ad attivare il provvedimento più semplice, quello di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva quotidiana. Ciò significa che si effettua un controllo costante per rilevare prima possibile eventuali sintomi come febbre o difficoltà respiratorie che possano far pensare ad una connessione con il virus.

Quando si placherà la diffusione del virus?

Nessuno può sapere al momento per quanto tempo il COVID-19 continuerà a far parlare di sè. Secondo gli esperti potremmo ipotizzare un calo dei contagi e dunque una prima lenta regressione del virus quando si avrà in primavera-estate un innalzamento delle temperature. Si è arrivati a questa conclusione, che resta comunque soltanto una supposizione degli esperti, perché la diffusione al momento è molto bassa se non addirittura nulla nei Paesi più caldi del mondo come ad esempio l’Africa. Per il momento si considera un’epidemia a livello mondiale e nessuna zona si può ritenere esclusa dai rischi di contagi.

La situazione in Italia

Lo stato di emergenza è stato dichiarato in Italia il 31 gennaio 2020. Al momento la regione più colpita, quella cioè con un maggior numero di contagi è la Lombardia, seguita dal Veneto.

Per alcuni comuni, tra cui Codogno, Casalpusterlengo e Castiglione d’Adda sono state attivate alcune disposizioni alle quali tutti i cittadini devono attenersi. Intanto il virus, che inizialmente aveva interessato le regioni del nord, sta facendo registrare i primi casi anche al centro-sud, in Sicilia, Puglia e Abruzzo, Marche e Campania, oltre ai tre casi già noti nel Lazio.

Tra i provvedimenti presi vi sono la sospensione delle attività pubbliche e delle cerimonie religiose, delle attività commerciali e lavorative, delle attività ludiche e sportive e delle scuole.

Nelle altre regioni e comuni d’Italia sono da segnalare alcuni provvedimenti isolati decisi dalle autorità locali inerenti la chiusura delle scuole o la sospensione momentanea dei concorsi pubblici per evitare assembramenti di persone.

C’è davvero da preoccuparsi?

Ad oggi la situazione è seria ma senza dubbio non si tratta di un’emergenza che deve destare eccessiva preoccupazione, se non altro perché il Sistema Sanitario Nazionale e il Governo stanno adottando tutti gli accorgimenti necessari per contenere l’epidemia.

Le stesse autorità, a partire dal Presidente del Consiglio dei Ministri, invitano infatti i media a non seminare inutile panico tra la popolazione.

Il Coronavirus si può combattere seguendo le regole igienico sanitarie che sono state diramate dal Ministero della Salute. Opportuno è evitare il più possibile gli spostamenti nel territorio nazionale, soprattutto da e verso le regioni che sinora sono risultate maggiormente colpite dal virus.

Occorre inoltre ricordare che molti casi ipotetici di Coronavirus si rivelano poi ad un’analisi approfondita dei falsi allarmi, in quanto i sintomi sono molto simili a quelli influenzali ed è dunque abbastanza facile che si possa creare confusione. Solo le analisi di laboratorio, dunque, possono accertare l’effettiva presenza del COVID-19.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO