Cos’è la carie? La carie è un processo degenerativo del dente, innescato dalla scarsa igiene dentale o comunque da un uso non corretto e poco puntale di spazzolino, filo interdentale, collutorio e dentifricio dopo ogni pasto principale o dopo uno spuntino abbondante.

I batteri presenti nella placca, che comincia a formarsi già dopo circa 30 minuti dal pasto, si insinuano sulla superficie dei denti e penetrano lo smalto. Nel tempo, se non intervieni, possono raggiungere la polpa fino alla radice ed è in questo caso che si cominciano ad avvertire fastidi e anche dolore.

Prima però che tu senta dolore è possibile che ti accorga di una carie osservando bene i cambiamenti che intervengono all’interno del cavo orale.

La bocca è soggetta a diverse patologie, che tuttavia hanno uno sviluppo molto lento e l’unico modo per preservare i denti naturali è la prevenzione e le visite periodiche dal proprio dentista.

E’ consigliabile fare una seduta d’igiene dentale almeno ogni 6 mesi e, in questa occasione, il dentista saprà individuare un principio di carie, prima che compaia la classica macchia scura o si formi un buco.

Come riconoscere una carie in tempo

Se si è innescato un processo carioso potrai riconoscere la presenza della carie stessa a cominciare dalla sensibilità ai cibi caldi, freddi, zuccherati, salati e acidi. Le bibite gassate sono da considerarsi tra i cibi acidi, come il limone e in genere gli agrumi, ma anche l’aceto e le salse a base di pomodoro.

La dentina acquista una sensibilità particolare a queste sostanze e la trasmettere subito alla polpa e quindi alla radice. Il livello della sensibilità può essere lieve o molto forte. Se è lieve significa che il processo è ancora sul nascere, mentre se è forte significa che la carie si è già estesa.
Si tratta di carie interna al dente, che nasce probabilmente da accumuli di cibo e di placca negli interstizi. In tal caso prende il nome di carie “interdentale”.

Tra i denti è difficile individuarla prima che i batteri corrodano più elementi dentari, per questo è utile l’uso del filo interdentale ogni giorno.

Anche l’alitosi è un segnale della presenza di carie ancora non visibile. La carie infatti, anche nella parte interna del dente, nasce dalla presenza di batteri che con il tempo portano i tessuti in necrosi. Insieme ai residui di cibo, si viene a formare una sostanza chiamata “cadaverina” da cui il classico alito pesante che persiste e torna insistente anche dopo un’accurata igiene orale.

La presenza di batteri che danno vita alla carie possono anche essere responsabili di una degenerazione avanzata, che avviene all’interno del dente. I batteri arrivano anche a intaccare il parodonto (l’osso) che lentamente si ritira insieme alle gengive, scoprendo i colletti dentali. Questo processo si chiama parodontite e spesso si accompagna a diversi denti cariati non curati.

La stessa alitosi può essere generata da granulomi, ascessi, cisti dentarie che si originano sempre dalla presenza di carie anche non visibile. In questi casi è indispensabile che tu richieda l’intervento del dentista che dovrà asportare il tessuto necrotizzato.

In alcuni casi sarà necessaria un apicectomia, cioè l’eliminazione della radice e la devitalizzazione del dente. Per togliere il granuloma ti dovrai sottoporre a un intervento leggermente invasivo, in quanto si sviluppa al di sotto della radice, quindi nella parte interna dei mascellari.

Questi sono tutti esempi di carie non curata che “scava” dall’interno senza dare mai segni evidenti. Neppure il dolore compare, nonostante ci sia un processo infiammatorio e infettivo in atto, finché questo non si è esteso.

Un altro sintomo che fa pensare alla presenza di carie è la sensazione che il dente stia “sprofondando” mentre si mastica o si serrano le arcate.

Quindi i metodi per capire se si è affetti da una carie prima di recarsi dal dentista non mancano, ma ricordiamo che è sempre opportuno recarsi dal dentista di fiducia. Se cerchi un bravo dentista a Milano o Bergamo, possiamo consigliarti il Dottor Mattia Ventriglia.

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