Calazio
Calazio

Calazio: descrizione della patologia dell’occhio

Conoscere il calazio nei suoi dettagli può rivelarsi molto utile per la prevenzione. Una buona descrizione di questa patologia che colpisce l’occhio potrebbe essere molto importante per tutti coloro che non conoscono ancora il suo significato. Il calazio è una patologia dell’occhio che si manifesta con la formazione di una sorta di pallina sopra e/o sotto la palpebra visibile dall’esterno.

Il calazio si ha quando il sebo prodotto dalla ghiandola Meibomio ostruisce l’uscita del canale della stessa ghiandola. In questo caso inizia a gonfiarsi e a produrre pus.  Il calazio è una patologia che non ha origine batterica e che non comporta alcun dolore.

Di solito tende a riassorbirsi in modo spontaneo nel giro di pochi giorni, ma nella maggior parte dei casi l’oculista prescrive delle pomate antibiotiche per evitare la riformazione. Il calazio può formarsi anche negli occhi dei bambini, ma in questi casi sarà un po’ doloroso perché i più piccoli avvertendo un fastidio tenderanno a sfregarsi l’occhio. Al fine però di una buona descrizione di un calazio è necessario sapere che ne esistono due tipi: esterno e interno.

Il calazio è esterno quando la cisti si trova sulla cute della palpebra e si vede in modo molto chiaro il suo rigonfiamento. Nella maggior parte dei casi si ha anche un cambiamento del colorito che dipende dalla maturazione del pus. Di solito il colore varia dal rosso al grigiastro.

Il calazio è interno quando la cisti si trova sulla parte interna della palpebra ricoperta dalla membrana che protegge il bulbo oculare e che si chiama congiuntive. Quando il calazio è interno è visibile solo nel momento in cui viene sollevata e rovesciata la palpebra. Di solito il colore della pallina è quasi giallastra, ma questo dipende dalla quantità di pus. E’ vero che il calazio non provoca dolore, ma quando è interno si ha un leggero fastidio ogni volta che si chiude la palpebra.

Calazio: come riconoscere i sintomi

Il calazio è un’infiammazione che colpisce l’occhio e si manifesta con la formazione di una sorta di cisti nella palpebra. Quali sono i  sintomi di questa infiammazione? In che modo si manifesta il calazio? 

I primi sintomi possono essere riscontrati nel gonfiore e nell’arrossamento della palpebra, un dolore diffuso all’occhio. Tra gli altri sintomi però bisogna anche citare la secrezione e l’infiammazione della congiuntiva. Spesso il calazio inizia con una sorta di orzaiolo. In pratica in un primo momento si manifesta con un gonfiore della palpebra abbastanza diffuso. Bisogna però saper distinguere il calazio dall’orzaiolo.

Quest’ultimo, infatti, tende a sparire nel giro di due o tre giorni, ma il calazio manifesta sintomi diversi. Dopo due o tre giorni infatti quando la palpebra inizia a sgonfiarsi rimane una cisti, simile ad una nocciola, le cui dimensioni possono cambiare da caso a caso. La cisti è dura, arrossata e nella maggior parte dei casi finisce con il modificare la forma della palpebra. Il calazio può essere interno ed esterno e i sintomi possono variare.

Quando è interno spesso si ha la sensazione di avere prurito oppure altri tipi di fastidio. Quando è esterno, invece, il calazio di solito è ben visibile perché riesce anche ad alterare la forma della palpebra. Più è grande la cisti, più la palpebra tende a stare chiusa. I sintomi del calazio quindi possono essere diversi proprio come la loro gravità.

Questa infatti è strettamente legata al grado di infiammazione della ghiandola di Meibomio che quando è ostruita non riesce a secernere i lipidi del film lacrimale. La gravità dei sintomi però è legata anche al numero di ghiandole che sono state coinvolte nell’infiammazione. E’ importante quindi sapere riconoscere i sintomi del calazio e sottoporsi ad una visita accurata per poter poi iniziare una cura adeguata per contrastare l’infiammazione.

Calazio: come si cura

Il calazio consiste nella formazione di una cisti sulla palpebra. Nella pratica la ghiandola Meibonio, che produce sebo, si blocca e ostruisce la sua fuoriuscita dallo stesso canale.  In questo caso la ghiandola inizia a gonfiarsi perché si riempie di sebo che poi genera pus. Di solito quando il calazio è esterno si vede una pallina sopra o sotto la palpebra, ma quando è interno bisogna sollevarla per vedere un rigonfiamento tra il biancastro e il giallastro.

Di solito il calazio è indolore, ma come tutte le patologie dell’occhio deve essere curato. Prima di tutto è necessario recarsi dal proprio oculista per farsi prescrivere la cura adatta. Il calazio tende a riassorbirsi nel giro di due o tre giorni, ma nonostante non sia un’infezione batterica nella maggior parte dei casi viene curata anche con delle pomate antibiotiche per evitare che possa riformarsi.

Le cure adottate per il calazio sono diverse e tutte dipendono da fattori diversi come l’età del paziente, la gravita del calazio e il fastidio che provoca. Gli oculisti però raccomandano anche di prestare molta attenzione all’igiene degli occhi, come alla pulizia delle ciglia. Di solito viene anche suggerito di provare una serie di impacchi di acqua calda.

Quando però tutte queste cure, naturali e non, si verificano inutili al fine del riassorbimento del calazio, viene preso in seria considerazione l’intervento chirurgico. L’oculista infatti propone la sua rimozione attraverso l’intervento quando il calazio tende a peggiorare. In effetti più tarda a riassorbirsi, più aumentano le possibilità di andare incontro a complicazioni.

Il calazio infatti con la sua cisti provoca una pressione sulla cornea e questa con il tempo può portare ad una forma di astigmatismo. In casi molto rari però l’oculista può decidere anche di effettuare un esame istologico sulla cisti. Questo di solito avviene nel momento in cui il calazio ha una dimensione enorme e il paziente non è riuscito a guarire nonostante tutte le cure a cui si è sottoposto.

Gli oculisti sostengono che la prevenzione sia molto importante per questa patologia dell’occhio e per questo motivo tendono a consigliare ai propri pazienti anche delle diete specifiche da seguire. 

Calazio: quali sono le cause

Il calazio consiste nella formazione di una cisti all’interno o all’esterno della palpebra. Con questo termine quindi ci si riferisce ad una patologia dell’occhio che si manifesta in seguito all’ingrossamento della ghiandola Meibomio situata proprio nella palpebra.

Queste ghiandole producono del sebo per fissare nell’occhio il liquido prodotto dalle ghiandole lacrimali, ma in alcuni casi può accadere che il sebo ostruisca l’uscita del canale della stessa ghiandola. In questo caso si ha un rigonfiamento sulla palpebra perché il sebo si riempie di pus.

Ma quali possono essere le cause che scatenano tutto questo? Prima di tutto è necessario specificare che il calazio può formarsi per diversi motivi. Ci sono, infatti, anche dei soggetti che sono più predisposti alla formazione di calazi, orzaioli oppure altri tipi di infiammazioni che riguardano sempre l’occhio. In questi casi spesso le cause vanno riscontrare in fattori genetici ed ereditari che aumentano di molto la possibilità di essere affetti da queste patologie.

La formazione del calazio però può essere associata anche ad altre cause, come la scarsa igiene oculare. Quella di sfregarsi gli occhi, infatti, è una cattiva abitudine che appartiene sia ai bambini che agli adulti. Le mani possono essere spesso sporco e toccare gli occhi in qualsiasi momento li espone ad un’alta probabilità di contrarre infiammazioni. Le palpebre, infatti, attraverso le mani sporche entrano in contatto con microbi e sostanze infette. Per questo motivo sia gli adulti che i bambini dovrebbero lavare spesso le mani.

Anche lo stress e un’alimentazione non corrette sono tra le cause della formazione di un calazio. Alcuni cibi infatti favoriscono la produzione di ormoni che producono sebo, mentre lo stress potrebbe rendere più facile l’ostruzione del dotto escretore. Tra le altre cause possiamo trovare i cibi molto zuccherati o fritti, l’eccessivo consumo di bevande alcoliche che complicano il lavoro degli organi destinati alla depurazione del nostro organismo, esponendo così il proprio corpo al rischio di contrarre infezioni.

Calazio: consigli utili

Il calazio è un’infiammazione che colpisce le ghiandole di Meibomio che producono del sebo per fissare la lubrificazione dell’occhio. In alcuni casi può accadere che il dotto delle ghiandole si ostruisca e quindi il sebo non può raggiungere l’esterno.

Questo prova l’infiammazione che nella maggior parte dei casi si manifesta con la formazione di una piccola cisti sulla palpebra. Il calazio può essere interno od esterno, ma in entrambi i casi può essere ben visibile dall’esterno.

Quali sono i consigli utili da seguire quando si ha un calazio?

Prima di tutto è necessario sottoporsi ad una visita accurata presso il proprio oculista per verificare il grado dell’infiammazione. Quando le dimensioni del calazio sono troppo grandi, infatti, il medico può prendere anche in considerazione la possibilità di asportarlo chirurgicamente. Di solito però consiglia prima una cura a base di pomate per provare con il suo riassorbimento.

Ovviamente non basta però solo seguire la cura, ma bisogna seguire anche altri consigli che possono rivelarsi di grande aiuto per far riassorbire il calazio. Il primo consiglio da seguire sempre è quello di prestare la massima attenzione all’igiene oculare. Non bisogna, infatti, sfregarsi gli occhi con le mani. Questo consiglio si rivolge anche ai bambini che quando giocano toccano di tutto. Le mani infatti sono portatrici di batteri che entrano in contatto con la palpebra dando vita alle infiammazioni.

Per questo motivo si consiglia di lavarle spesso nel corso della giornata. Intanto quando il calazio è appena comparso gli esperti consigliano anche di provare con degli impacchi tiepidi a base di camomilla. Bisogna infatti fare un’infusione, filtrarla e lasciarla raffreddare. A questo punto si può intingere una garza per poi poggiarla sugli occhi. Gli esperti consigliano di ripetere gli impacchi circa tre volte al giorno, ma suggeriscono anche di prestare molta attenzione all’alimentazione evitando i cibi fritti e molto zuccherati.

Calazio: rimedi naturali  

Il calazio è un disturbo molto fastidioso che colpisce la palpebra dell’occhio. Quando i fori per le secrezioni lipidiche sono ostruiti, l’occhio non viene lubrificato e la zona “chiusa”, la ghiandola di Meibomio, si gonfia perché non è in grado di espellere la sostanza.

Senza inoltrarci troppo nella spiegazione di cos’è il calazio, vediamo i rimedi naturali per contrastarlo. 

– Applica un panno tiepido sull’occhio, porta sollievo immediato.

– Impasta le foglie di cavolo cotte e posizionale sull’occhio

– Diluisci in un litro d’acqua bollente un cucchiaio di bicarbonato di sodio e utilizza questo composto per fare degli impacchi. Può andar bene anche l’infuso di camomilla.

– Se vuoi dare una spinta in più al corpo e prepararlo per una totale e completa guarigione dal fastidiosissimo calazio, allora rivedi la tua alimentazione e inizia a mangiare tanta frutta fresca e bevi molta acqua, in questo modo intraprenderai un percorso di purificazione fisica.

Ovviamente questi rimedi naturali impiegano del tempo prima di fare effetto ed è sempre bene consultare il medico perché in alcuni casi potrebbero essere necessari dei medicinali veri e propri.

Spesso comunque il calazio va via così com’è venuto e, quando è più persistente, può bastare un collirio apposito che ripulisce l’occhio e lo tiene lubrificato.

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